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    October 01

    ≈ PER ASCOLTARE IL DISCORSO TENUTO DA "GANDHI" ALLA CONFERENZA DELLE RELAZIONI INTERASIATICHE, NEW DELHI, 2 APRILE 1947. ~ Traduzione e commento a cura di Tara Gandhi. ~

    Per ascoltare il Discorso tenuto da Gandhi alla Conferenza delle relazioni interasiatiche, New Delhi, 2 aprile 1947.
    Traduzione e commento a cura di Tara Gandhi.

    Signora Presidente e amici, non credo di dovermi scusare con voi per il fatto che sono costretto a parlare in una lingua straniera. Chissà se questi altoparlanti porteranno la mia voce fino ai confini di questo immenso pubblico. Quelli di voi che sono lontani possono alzare la mano, se sentono quello che dico? Sentite? Bene. Bene, se la mia voce non vi giunge, non è colpa mia, ma colpa degli altoparlanti.
    Quello che volevo dirvi è che non devo scusarmi. Non oso, visti tutti i delegati che si sono riuniti qua da tutta l’Asia, e gli osservatori – ho imparato questa parola pronunciata da un amico americano che disse: “Non sono un delegato, sono un osservatore”. Di primo impatto con lui, vi assicuro, pensavo venisse dalla Persia, ma ecco davanti a me un americano e gli dico: “Sono terrorizzato da te, e vorrei che mi lasciassi stare”. Potete immaginare un americano che mi lasci stare? Non lui e, quindi, ho dovuto parlargli.
    Quello che volevo dirvi è che il mio idioma per me madrelingua, non lo potete capire, e non voglio insultarvi insistendo su di esso. Il linguaggio nazionale, Hindustani, ci metterà tanto tempo prima di rivaleggiare con un linguaggio internazionale.
    Se ci deve essere rivalità, c’è rivalità tra francese e inglese. Per il commercio internazionale, indubbiamente l’inglese occupa il primo posto. Per discorsi e corrispondenza diplomatici, sentivo dire quando studiavo da ragazzo che il francese era la lingua della diplomazia e se volevi andare da una parte all’altra dell’Europa dovevi provare ad imparare un po’ di francese, e quindi ho provato ad imparare qualche parola di francese per riuscire a farmi capire. Comunque, se ci deve essere rivalità, la rivalità potrebbe nascere tra francese e inglese. Quindi, avendo imparato l’inglese, è naturale che faccia ricorso a questa parlata internazionale per rivolgermi a voi.
    Mi chiedevo di cosa dovessi parlarvi. Volevo raccogliere i miei pensieri, ma lasciate che sia onesto con voi, non ne ho avuto il tempo.
    Però ieri ho comunque promesso che avrei provato a dirvi qualche parola.
    Mentre venivo con Badshah Khan, ho chiesto un piccolo pezzo di carta ed una matita. Ho ricevuto una penna invece di una matita. Ho provato a scarabocchiare qualche parola. Vi spiacerà sentirmi dire che quel pezzo di carta non è qui con me. Ma questo non importa, ricordo cosa volevo enunciare, e mi sono detto: “I miei amici non hanno visto la vera India, e non ci stiamo incontrando in una conferenza nel cuore della vera India”.
    Delhi, Bombay, Madras, Calcutta, Lahore – queste sono tutte grandi città e quindi, hanno subito l’influenza dell’Occidente, sono state fatte, magari eccetto Delhi ma non New Delhi, sono state fatte dagli inglesi. Poi ho pensato ad un breve saggio – credo che dovrei chiamarlo così – che era in francese. Era stato tradotto per me da un amico anglo-francese, e lui era un filosofo, era anche un uomo altruista e diceva che mi aveva dato la sua amicizia senza che io lo conoscessi, perché lui parteggiava per le minoranze ed io rappresentavo, assieme ai miei connazionali, una minoranza senza speranze, e non solo senza speranze ma una minoranza disprezzata.
    Se gli europei del Sudafrica mi perdonano per quello che dico, eravamo tutti “coolies” [lavoratore non qualificato a basso costo]. Io ero un insignificante avvocato “coolie”. A quei tempi non avevamo dottori “coolie”, non avevamo avvocati “coolie”. Ero il primo nel campo. Ma sempre un “coolie”. Magari sapete cosa si intende con la parola “coolie” ma questo mio amico, si chiamava Krof – sua madre era francese, suo padre inglese – disse: “Voglio tradurre per te una storia francese”.
    Mi perdonerete, chi di voi sa la storia, se nel ricordarla faccio degli errori qua e là, ma non ci sarà nessun errore nell’avvenimento principale.
    C’erano tre scienziati e – ovviamente è una storia inventata – tre scienziati uscirono dalla Francia, uscirono dall’Europa alla ricerca della “Verità”. Questa era la prima lezione che mi aveva insegnato quella storia, che se bisogna cercare la verità, non la si trova su suolo europeo. Quindi, indubbiamente neanche in America.
    Questi tre grandi scienziati andarono in parti diverse dell’Asia. Uno trovò la strada per l’India e diede inizio alla sua ricerca. Raggiunse le cosiddette città di quei tempi. Naturalmente, ciò avvenne prima dell’occupazione inglese, prima anche del periodo Mughal, così è come ha illustrato la storia l’autore francese, ma visitò comunque le città, vide la gente delle cosiddette caste alte, uomini e donne, fino a che non si addentrò in un’umile casa, in un umile villaggio, e quella casa era una casa Bhangi, e trovò la verità che stava cercando, in quella casa Bhangi, nella famiglia Bhangi, uomo, donna, forse 2 o 3 bambini (lo dico come me lo ricordo) e poi lui descrive come la trovò. Tralascio tutto questo.
    Voglio collegare questa storia a quello che voglio dire a voi, che se volete vedere il meglio dell’India, dovete trovarlo in una casa Bhangi, in un’umile casa Bhangi, o villaggi simili, 700.000 come ci insegnano gli storici inglesi. Un paio di città qua e là, non ospitano neanche qualche crore [unità di misura indiana che equivale a 10 milioni] di persone. Ma i 700.000 villaggi ospitano quasi 40 crore di persone. Ho detto quasi perché potremmo togliere una o due crore che stanno in città, comunque sarebbero 38 crore.
    E poi mi sono detto, se questi amici sono qui senza trovare la vera India, per cosa saranno venuti? Ho poi pensato che vi pregherò di immaginare quest’India, non dal punto di vista di questo immenso pubblico ma per come potrebbe essere. Vorrei che leggeste una storia come questa storia dei francesi o altre ancora. Magari, qualcuno di voi vada a vedere qualche villaggio dell’India e allora troverà la vera India.
    Oggi farò anche questa ammissione: non ne sarete affascinati alla vista. Dovrete raschiare sotto i mucchi di letame che sono oggi i nostri villaggi. Non voglio dire che siano mai stati dei paradisi. Ma oggi sono veramente dei mucchi di letame; non erano così prima, di questo sono abbastanza certo. Non l’ho appreso dalla storia ma da quello che ho visto io stesso dell’India, fisicamente con i miei occhi; e io ho viaggiato da una parte all’altra dell’India, ho visto i villaggi, i miserabili esemplari dell’umanità, gli occhi senza vita, eppure sono l’India, e ciononostante in quelle umili case, nel mezzo dei mucchi di letame troviamo gli umili Bhangis, dove troverete un concentrato di saggezza. Come? Questa è una grande domanda.
    Bene, allora voglio illustrarvi un altro scenario. Di nuovo, ho imparato dai libri, libri scritti da storici inglesi, tradotti per me. Tutta questa ricca conoscenza, mi spiace dire, arriva qui da noi in India attraverso i libri inglesi, attraverso gli storici inglesi, non che non ci siano storici indiani ma neanche loro scrivono nella loro madrelingua, o nella loro lingua nazionale, Hindustani, o se preferite chiamarli due idiomi, Hindi e Urdu, due forme della stessa lingua. No, ci riferiscono quello che hanno studiato sui libri inglesi, magari gli originali, ma attraverso gli inglesi in inglese, questa è la conquista culturale dell’India, che l’India ha subito.
    Ma ci dicono che la saggezza è arrivata dall’Occidente verso l’Oriente. E chi erano questi saggi? Zoroastro. Lui apparteneva all’Oriente. Fu seguito dal Buddha. Lui apparteneva all’Oriente, apparteneva all’India. Chi ha seguito il Buddha? Gesù, di nuovo dall’Asia. Prima di Gesù ci fu Musa, Mosè, che apparteneva anche lui alla Palestina, ma verificavo con Badshah Khan e Yunus Saheb ed entrambi sostenevano che Mosè appartenesse alla Palestina, sebbene fosse nato in Egitto. Poi venne Gesù, poi Mohammad. Tutti loro li tralascio. Tralascio Krishna, tralascio Mahavir, tralascio le altre luci, non le chiamerò luci minori, ma sconosciute in Occidente, sconosciute al mondo letterario.
    In ogni modo, non conosco una singola persona che possa uguagliare questi uomini d’Asia. E poi cosa accadde? Il Cristianesimo, arrivando in Occidente, si è trasfigurato. Mi spiace dire questo, ma questa è la mia lettura. Non dirò altro al riguardo. Vi racconto questa storia per incoraggiarvi e per farvi capire, se il mio povero discorso può farvi capire, che lo splendore che vedete e tutto quello che vi mostrano le città indiane non è la vera India. Certamente, il massacro che avviene sotto i vostri occhi, mi dispiace, vergognoso come dicevo ieri, dovete seppellirlo qui. Il ricordo di questo massacro non deve oltrepassare i confini dell’India, ma quello che voglio voi capiate, se potete, è che il messaggio dell’Oriente, dell’Asia, non deve essere appreso attraverso la lente occidentale, o imitando gli orpelli, la polvere da sparo, la bomba atomica dell’Occidente.
    Se volete dare di nuovo un messaggio all’Occidente, deve essere un messaggio di “Amore”, un messaggio di “Verità”.
    Ci deve essere una conquista (applausi) per favore, per favore, per favore. Questo interferisce con il mio discorso, e interferisce anche con la vostra comprensione. Voglio catturare i vostri cuori, e non voglio ricevere i vostri applausi. Fate battere i vostri cuori all’unisono con le mie parole, e io credo che il mio lavoro sarà compiuto.Voglio lasciarvi con il pensiero che l’Asia debba conquistare l’Occidente. Poi, la domanda che mi ha fatto un mio amico ieri: “Se credevo in un mondo unico?”. Certo, credo in un mondo unico. Come posso fare diversamente, quando divento erede di un messaggio di amore che questi grandi, inconquistabili maestri ci hanno lasciato? Potete esprimere questo messaggio di nuovo ora, in questa era di democrazia, nell’era del risveglio dei più poveri dei poveri, potete esprimere questo messaggio con maggiore enfasi. Poi completerete la conquista di tutto l’Occidente, non attraverso la vendetta perché siete stati sfruttati, e nello sfruttamento voglio ovviamente includere l’Africa, e spero che quando vi reincontrerete in India la prossima volta ci sarete tutti: spero che voi, nazioni sfruttate della terra, vi incontrerete, se a quell’epoca ci saranno ancora nazioni sfruttate.
    Ho forte fiducia che se unite i vostri cuori, non solo le vostre menti, e capite il segreto dei messaggi che i saggi uomini d’Oriente ci hanno lasciato, e che se veramente diventiamo, meritiamo e siamo degni di questo grande messaggio, allora capirete facilmente che la conquista dell’Occidente sarà stata completata e che questa conquista sarà amata anche dall’Occidente stesso.
    L’Occidente di oggi desidera la saggezza. L’Occidente di oggi è disperato per la proliferazione della bomba atomica, perché significa una completa distruzione, non solo dell’Occidente, ma la distruzione del mondo, come se la profezia della Bibbia si avverasse e ci fosse un vero e proprio diluvio universale. Voglia il cielo che non ci sia quel diluvio, e non a causa degli errori degli umani contro se stessi. Sta a voi consegnare il messaggio al mondo, non solo all’Asia, e liberare il mondo dalla malvagità, da quel peccato.
    Questa è la preziosa eredità che i vostri maestri, i miei maestri, ci hanno lasciato.
    M. K. Gandhi   (Mohandas Karamchand Gandhi)
     

    Questo messaggio lo dedichiamo ai folli. A tutti coloro che vedono le cose in modo diverso. Potete citarli. Essere in disaccordo con loro. Potete glorificarli o denigrarli, ma l'unica cosa che non potete fare è ignorarli. Perché riescono a cambiare le cose. E mentre qualcuno potrebbe definirli folli, noi ne vediamo il genio. Perché solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo, lo cambiano davvero. (GANDHI)

     

    Dedicate all'India..terra di magie...
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    September 16

    ▓INCHIESTA TURBOGAS:"PM ESCLUDE COINVOLGIMENTO"

    23/07/2009
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     AVV. PAOLA BALDUCCI:  " PM esclude coinvolgimento"


    (ANSA) - CATANZARO, 22 LUG - 'La Procura di Crotone esclude ogni coinvolgimento di Pecoraro Scanio nelle indagini riguardanti le centrali di Scandale e Rizziconi'. E' quanto riferisce, in una nota, l'avv. Paola Balducci, difensore dell'ex Ministro dell'Ambiente Pecoraro Scanio, 'a seguito di un colloquio avvenuto ieri a Crotone - aggiunge il legale - con il dott. Pier Paolo Bruni, titolare dell'inchiesta'.
    Nella nota l'avv. Balducci esprime nei confronti del magistrato 'grande apprezzamento per la disponibilita' dimostrata e per la serieta' con la quale conduce le indagini.
    Il mio assistito non risulta neppure tra i destinatari di un avviso di garanzia - aggiunge la penalista - e l'iscrizione di Pecoraro Scanio nel registro degli indagati sarebbe solo un atto dovuto e non e' da escludersi, a breve, una sua uscita dall'inchiesta'.
    Sempre secondo l'avv. Balducci, 'la disinformazione dei giorni scorsi e' stata pressoche' totale e spesso si e' tradotta in una campagna denigratoria gravemente lesiva dell'immagine di Pecoraro Scanio'. (ANSA).


    Postato alle 00:00:00 del 23/07/2009 | Buone Notizie | Rispondi | Stampa | Inoltra


    Commenti

    non mi pare che a questa notizia sia stata data altrettanta visibilita' quanto la precedente pubblicata (guarda caso) a pochi giorni dalle elezioni. Propongo di inviarla a tappeto alle nostre mailing list (quanto meno per amore di giustizia...) Mimmo

    postato da: MIMMO ROSA alle 12:18:09 del 02/08/2009

    ***

    http://www.pecoraroscanio.it/index.php?mod=blog&catId=7

    pecoraroscanio.it/

    September 11

    Ӝ RICORDANDOL'11 SETTEMBRE 2001 Ӝ

    POST il 11/09/2009
    11 settembre, dov'è la verità? la verità non la sapremo mai, l'unica verità che sappiamo sono le morti e la disperazione di quei giorni!!
         9/11, September 11 MySpace Comments and Graphics
     
    February 23

    QUANDO IL CRIMINE È LO STATO

    POST IL 23/02/2009

    Se le autorità di governo fanno ricorso ad azioni violente con lo scopo di diffondere paura

    Si pensa sempre al terrorista come a un pazzo appartenente a chissà quale organizzazione
    eversiva il cui scopo è fare del male senza motivo. Invece, terrorista potrebbe essere la nostra simpatica vicina di casa che non parla mai di politica o colui che tra dieci anni sarà
    proclamato eroe nazionale e guiderà il governo. È già successo! Come è successo che il terrore venisse sparso dalle autorità di governo, dalle forze dell’ordine, con lo scopo di influenzare il comportamento di alcuni settori della popolazione o mettere
    mano agli strumenti coercitivi presenti in ogni istituzione. La fascia di demarcazione tra l’imposizione della legittima autorità e il comportamento terrorista può essere molto sottile,
    come nel caso della repressione di una rivolta popolare: i rivoltosi subiranno violenza e terrore per proteggere il resto della popolazione. Ma può lo Stato decidere quando la sua
    stessa violenza sfocia nell’abuso, e quindi nel crimine? In generale il terrorismo è legato
    all’illegalità e quindi parlare di “terrorismo di Stato” sembra una contraddizione in termini. Invece, la cosa è molto sensata e va discussa con attenzione. Per distinguere si parla di “terrore” invece che di “terrorismo” per riferirsi alle azioni di un governo che usa la violenza
    e la paura per controllare la popolazione, con riferimento al periodo
    del “terrore giacobino”. Cambia la forma ma non il contenuto. Tutte le dittature della storia, di destra e di sinistra, hanno fatto ricorso al “terrore di Stato”. Esempi odierni sono la Corea del Nord o il Myanmar (Birmania). Ma anche Stati democratici come la Francia o l’Inghilterra
    d’inizio secolo facevano ampio ricorso al terrore di Stato per mantenere l’ordine nelle colonie. La monarchia parlamentare sabauda fu protagonista di molti atti interni che
    farebbero invidia ai capi di Al Qaeda, dal sacco di Genova agli eccidi di Cialdini, alle cannonate di Bava Beccaris su Milano. In tempi meno lontani, tutta la storia guatemalteca
    del secondo Novecento fu terrore di Stato, insieme con tanta storia recente nella Colombia pro Bush o nella Cecenia post sovietica o ancora in Tibet. Se invece le autorità di
    uno Stato sono direttamente coinvolte in azioni considerate terroristiche, con tutti i dubbi che la definizione comporta, allora parliamo propriamente di “terrorismo di Stato”. Esempi ne siano le lunghe campagne di eliminazione di dissidenti e oppositori all’estero portate avanti
    dal Kgb sovietico o dal Mossad israeliano. Tale fu considerato l’affondamento del Raimbow warrior, vascello di Greenpeace colato a picco nel 1985 dai servizi segreti francesi. O il
    bombardamento aereo di Lockerbie a opera dei servizi segreti libici. Non pochi in casa nostra hanno così definito la strage di Ustica o l’irruzione nella scuola Diaz di Genova. Alcuni storici giudicano con questo nome i bombardamenti di Cassino, Dresda e Nagasaki, chiaramente inutili dal punto di vista strettamente militare. Da molte parti si grida al terrorismo di Stato di fronte al complesso delle azioni militari condotte dall’esercito israeliano contro i civili palestinesi

    Il terrorismo è oggigiorno un efficace strumento di guerra e viene usato da chiunque abbia voce in capitolo nel panorama geopolitico, senza distinzione alcuna tra neri e rossi, cristiani e
    musulmani, buoni e cattivi

    o alla strategia di peacekeeping degli occidentali in Iraq e Afghanistan.
    Esiste infine, ed è molto comune, il “terrorismo sponsorizzato dallo Stato”, ossia il finanziamento da parte di governi legittimi di azioni od organizzazioni terroriste operanti principalmente all’estero. E subito viene alla mente l’asse del male definito da Bush nel 2002: Iran, Iraq e Corea del Nord. E poi Libia, Siria, Cuba… La cosa fa sinceramente ridere. Il 27
    giugno 1986 la Corte internazionale di Giustizia dell’Aia giudicò gli Usa colpevoli di terrorismo ai danni del Nicaragua per il supporto dato ai terribili Contras antigovernativi. Lo stesso supporto dato da Cia, Fbi o direttamente dal governo di Washington ai paramilitari colombiani e a tutti i golpisti sudamericani di destra, ai sanguinari regimi africani antisovietici, al Sudafrica dell’apartheid, al regime indonesiano di Suharto, alla sporca guerra condotta dalla Turchia contro gli indipendentisti kurdi, al repressivo colonialismo marocchino in Sahara occidentale, a Bin Laden quando combatteva contro i russi in Afghanistan, a Saddam Hussein
    quando combatteva contro Khomeini in Iran. La lista è infinita. In fondo ogni terrorismo è di Stato perché non esiste gruppo armato che non risulti dalla consapevole sponsorizzazione
    di uno o più governi. Sbagliato è pensare che siano solo i governi
    degli altri a essere coinvolti nel terrorismo mondiale come è sbagliato pensare che il terrorismo colpisca solo noi occidentali. Il terrorismo è oggigiorno un efficace strumento
    di guerra e viene usato da chiunque abbia voce in capitolo nel panorama geopolitico, senza distinzione alcuna tra neri e rossi, cristiani e musulmani o buoni e cattivi.  B.P.

    Il giornalino in PDF

    http://www.verdi.it/apps/news.php?pagina=notizieverdiarchivio 

    Il Portale DEI VERDI

     

    We will not go down (Song for Gaza) - by Michael Heart

    POST IL 23/02/2009
     
    October 31

    PARTA SUBITO LA RACCOLTA FIRME SULLA SCUOLA

      

    Dal Blog di Alfonso Pecoraro Scanio

    Gli studenti difendono la scuola e l’università pubblica, una esigenza fondamentale in qualsiasi Stato che voglia pensare al futuro e non soltanto agli interessi immediati di poche lobby di potere, ed è il motivo per cui bisogna essere dalla parte degli studenti.
    Ma è anche necessario difendere quei docenti che vogliono fare della scuola italiana una realtà avanzata e sono contrari ai tagli scandalosi che il governo sta realizzando a danno dell’istruzione e delle future generazioni di questo paese.
    Per questo un referendum popolare per abrogare questa legge ingiusta e sbagliata è non solo necessario ma urgente. Parta subito la raccolta delle firme.

    October 28

    "GLI ANIMALI NON SONO COSE"

     
    Presentata una proposta di legge bipartisan per aumentare la tutela degli animali nel Codice Civile

    Redazione
    redazione@notizieverdi.it

    Riconoscere nel Codice Civile gli animali non più come cose, beni mobili, ma come
    esseri senzienti, per coerenza con gli avanzamenti compiuti dal Codice Penale quattro anni fa contro i maltrattamenti, con le plurime sentenze della Corte di Cassazione e con la recente legge di ratifica del nuovo Trattato europeo. Riconoscere la nuova categoria degli
    “animali familiari”, prendendo atto della diffusione dei domestici, non più solo cani e gatti, ormai in una famiglia italiana su due, favorendo una coesistenza che preveda la loro
    tutela in caso di divorzi, testamenti, pignoramenti, così come il diritto al soccorso, alla circolazione su mezzi di trasporto e alla normale vita nei condomini. Sono questi i
    due grandi obiettivi per cui la Lav assieme ad avvocati e magistrati ha
    lanciato ieri una nuova campagna istituzionale presentando alla Camera
    dei Deputati una proposta di legge bipartisan sostenuta dall’Intergruppo
    parlamentare animali e dalla Sezione di Medicinale Legale e Legislazione Veterinaria dell’Università di Milano. “E’ un obiettivo ambizioso ma dovuto che nasce da
    tanti casi concreti e quotidiani, dal sospeso divieto d’ingresso dei cani
    sui treni al divieto per le ambulanze veterinarie di utilizzare la sirena, dalla possibilità di affidamento condiviso come per i minori in caso di separazione al non obbligo di
    fermarsi per un incidente con animali, ai necessari riconoscimenti del danno biologico ed esistenziale – ha detto Gianluca Felicetti, presidente Lav – siamo sicuri che questa
    nuova Legislatura vorrà caratterizzarsi per questo nuovo passo in avanti, in coerenza con i recenti atti nazionali ed europei che hanno preso atto dell’importanza morale
    degli animali nella società”. Tra i 14 punti della proposta di legge, oltre a sancire la nuova classificazione di “esseri senzienti” per gli animali e la categoria di “animale
    familiare”, c’è il riconoscimento dei danni biologici ed esistenziali oltre a quelli morali in caso di
    danni da animali o ad animali, il divieto di pignoramento e di asta

    Tra i 14 punti della proposta, oltre alla
    nuova classificazione di “esseri senzienti”
    per gli animali e la categoria di “animale
    familiare”, c’è il riconoscimento dei danni
    biologici ed esistenziali in caso di danni
    da animali o ad animali e il divieto di
    pignoramento e di asta giudiziaria

    giudiziaria per gli animali familiari, il divieto di marchiatura a fuoco,
    taglio di coda e orecchie e l’obbligo di fermarsi in caso di incidente con richiesta di intervento medico veterinario. Dell’Intergruppo parlamentare animali fanno parte 46
    parlamentari (25 deputati e 21 senatori), di tutti gli schieramenti (26 Pdl, 15 Pd, 2 Lega e Udc e 1 Svp). I deputati Andrea Sarubbi (Pd), Gabriella
    Giammanco (Pdl), Gianni Mancuso (Pdl) e la senatrice Franca Chiaromonte (Pd) hanno esposto
    alcune delle proposte di legge di cui sono primi firmatari, tra le
    quali quella la tutela degli animali nei circhi (prima firmataria Giammanco),
    quella per la tutela delle scelte alimentari vegetariana e vegana
    (primo firmatario Sarubbi) e quella che disciplina la ‘pet therapy’
    (primo firmatario Mancuso). “Il grande problema di queste proposte di legge – ha dichiarato
    Sarubbi – è che non vengono mai calendarizzate, dal momento che
    la politica sembra vivere solo di emergenze. Le cose ovvie, quelle su cui siamo tutti d’accordo, come per esempio la tutela degli animali – ha concluso il deputato Pd – alla fine non vengono mai fatte”. La Lav ha inoltre fatto il punto sui quattro anni di vita della Legge 189
    del 2004, la normativa penale sui crimini contro gli animali, ed ha presentato il libro “La tutela giuridica degli animali”: un manuale pratico per l’applicazione della norma penale, in riferimento a tutti i settori di utilizzo degli animali, dagli allevamenti ai trasporti, dai
    canili alla reclusione a catena. 
    PDF

    http://www.verdi.it/apps/news.php?pagina=notizieverdiarchivio 

    Ambiente: Settimana degli squali; il problema più grande è la pesca illegale

    Image and video hosting by TinyPicSi è conclusa da qualche giorno la settimana dedicata agli squali. Un evento che ha visto come protagonisti non solo gli squali e gli esperti ma un nutrito pubblico sempre di più interessato alle problematiche di sopravvivenza legate alla
    specie. Gli scienziati avvertono che nel Mediterraneo nel corso degli ultimi due
    secoli le popolazioni di 20 specie di squali pelagici sono diminuite del 42% (dati
    Iunc). Un sondaggio del Cts rivela infatti che il 91,67 dei giovani è a conoscenza
    del fatto che gli squali siano abitanti abituali del Mediterraneo e l’87,50% sa che
    sono animali protetti perché minacciati.
    E la minaccia più grande per il 70,83% degli intervistati arriva dalla pesca illegale, che porta spesso gli squali ad essere pescati per prelevare le pinne (con la cosiddetta pratica del finning) vendute a prezzi elevatissimi sui mercati orientali
    o per finire sulle nostre tavole spacciati per altro pesce magari più pregiato.
    Solo il 19,44% sostiene che per salvaguardare le innumerevoli specie di squali bisogna preservare le acque da inquinamento chimico e acustico che incide notevolmente tra i fattori di rischio non solo degli squali. “Gli squali
    sono al vertice della catena alimentare da cui dipende l’equilibrio anche della nostra normale esistenza- afferma la responsabile del Settore Conservazione
    e Natura del Cts- Per questo, mancando un serio piano d’azione europeo per la
    conservazione di questi animali, chiediamo a tutti di firmare la petizione per
    sostenere la nostra causa - conclude - una riduzione significativa delle catture
    accidentali, la protezione di squali e razze in pericolo d’estinzione e l’abolizione totale del finning. Durante la settimana degli squali abbiamo raccolto oltre 7500
    firme, un chiaro invito a dare risposte concrete”. 
    PDF

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    October 25

    UNA "MUTUA" PER CANI E GATTI: UNA PROPOSTA DI LEGGE

    Una “mutua” anche per cani e gatti. Per gli amici a quattro zampe arriva un servizio sanitario nazionale ad hoc che prevede pronto soccorso e farmaci
    gratis. La proposta è contenuta in un disegno di legge, presentato da Silvana Amati (Pd) e Laura Bianconi (Pdl). A beneficiare del Ssn veterinario sarebbero
    però solo alcune categorie di cani e gatti: ad esempio gli animali i cui proprietari, per motivi di reddito, sono già esenti dal pagamento delle
    spese del Ssn, o i cani e gatti ospitati in strutture gestite da associazioni di volontariato, quelli impiegati nella pet-therapy, i cani di quartiere, i gatti
    delle colonie feline. Per favorire l’adozione di animali randagi, il ddl prevede inoltre la gratuità degli interventi di primo soccorso per gli animali cosiddetti
    “vaganti”, cioè trovati per strada. Oltre che per le prestazioni, è prevista la gratuità anche dei farmaci veterinari per i soggetti esenti
    dalle spese del Ssn sempre per motivi di reddito. Per adeguarsi al quadro normativo europeo, il disegno di legge istituisce, in via sperimentale e non
    obbligatoria, un’anagrafe felina, con applicazione di microchip agli animali che usufruiscono del Ssn convenzionato. Ad erogare le prestazioni mediche
    potranno essere anche i veterinari privati, con cui le regioni avranno stipulato apposite convenzioni, nel caso in cui i medici dei servizi veterinari delle Asl non siano nelle condizioni di farlo con i propri mezzi e strutture. “Con questa legge bipartisan - hanno spiegato le parlamentari - vogliamo garantire alle fasce deboli della nostra popolazione, come anziani, famiglie non abbienti e persone sole e malate, la possibilità di curare gratuitamente i loro animali di compagnia, che sono un elemento di salute molto importante” per queste fasce della popolazione. E alle obiezioni di quanti hanno rilevato la difficoltà di un servizio sanitario veterinario
    mutualistico in tempi di crisi, la senatrice Bianconi ha risposto che “abbiamo predisposto una copertura di 10 milioni di euro dal 2009, sappiamo che non
    è un obiettivo facile”.http:
      ..PDF

    http://www.verdi.it/apps/news.php?pagina=notizieverdiarchivio

    SARDEGNA: SOLO CON IL DECODER
    Dal 1 novembre sarà la prima regione ad adottare integralmente il nuovo standard televisivo digitale

    Rosanna Calabrò
    r.calabro@notizieverdi.it

    Un grande cambiamento è in atto per gli abitanti della Sardegna.
    Una rivoluzione che, entro il 2012, coinvolgerà tutti gli apparecchi televisivi  italiani, migliorando la qualità della definizione dell’immagine trasmessa, e agendo soprattutto sulla quantità, con una scelta più ampia di canali a disposizione dell’utente. Il progetto era partito lo scorso marzo, coinvolgendo la parte meridionale dell’isola, e si concluderà a novembre con lo “switch off” dell’analogico nella restante parte della regione. Il passaggio è stato graduale, ed ha permesso alla popolazione di attrezzarsi adeguatamente, tanto che ad oggi la percentuale di utilizzo del decoder – da ora necessario per i sardi per la visione della tv – è molto alta, si parla del 90%. Grazie anche agli aiuti statali; 20mila contributi erogati (da 50 euro) solo nell’ultimo mese. Le 45mila famiglie che per ora non vedono “nudda” – come recitano gli spot locali – sono composte per lo più da donne sole e over 65. La sfida: riuscire a raggiungere anche chi ancora non si è equipaggiato. Ed ecco una campagna informativa imponente con 20 mila spot sulle tv locali, passaggi su tutti i quotidiani, un sito internet e un canale-promo (il numero
    50) dedicato solo alle informazioni utili sul digitale terrestre. Dal 1 novembre
    quindi la Sardegna sarà la prima regione, in tutta Europa, ad adottare integralmente il nuovo standard televisivo digitale. E a sperimentare così la possibilità di scegliere tra i palinsesti di circa 150 canali diversi, tra reti nazionali e locali, e con un vantaggio, rispetto alla vecchia tv analogica: l’interattività.
    Più scelta, e servizi nuovi, accessibili direttamente dalla tv. Come i cosiddetti
    servizi interattivi a valore aggiunto MHP che - grazie anche alla collaborazione
    delle istituzioni locali - consentiranno di visualizzare informazioni di pubblica utilità.
    In Sardegna si è anche sperimentata una redistribuzione delle frequenze, sotto l’egida del ministero delle Comunicazioni e dell’Autorità per le Comunicazioni, che sarà trasferita anche alle altre aree del Paese, realizzando quel piano di riassegnazione dell’etere di cui si parla da anni, mai affrontato. Per l’assessore regionale degli Affari generali, Massimo Dadea, il passaggio al digitale è un evento
    importante: “La Sardegna si conferma all’avanguardia nelle nuove tecnologie. Oltre a essere la prima a sperimentare il nuovo sistema televisivo sarà anche la prima ad avere la copertura Adsl nel 100% dei suoi Comuni”. Si festeggia
    anche in Rai, per questo primo
    risultato raggiunto. “Il passaggio definitivo dalla tv analogica al digitale terrestre, al via in Sardegna, rappresenta un momento storico per la tv italiana e per la
    Rai”, ha sottolineato il direttore generale della tv pubblica, Claudio Cappon. “Si compie un processo avviato due anni fa - ha concluso Cappon - che ci ha visto impegnati per una svolta tecnologica che cambierà il modo di vedere la
    televisione nel nostro paese”.
    La prossima regione sarà la Valle D’Aosta ed entro il 2009 toccherà anche al Piemonte occidentale, al Trentino Alto Adige (inclusa la provincia di Belluno), al Lazio e alla Campania. Le ultime aree del Paese a passare al digitale saranno
    Sicilia e Calabria nel secondo semestre del 2012. Entro un
    anno e mezzo si stimano 37-38 milioni d’italiani coperti dal segnale. Il 70 per cento del Paese già nel 2010 sarà digitalizzato.
    PDF
    http://www.verdi.it/apps/news.php?pagina=notizieverdiarchivio 

    September 29

    Operazione Verità 2

    22/09/2008

    BLOGProprio così, perchè dopo la prima che abbiamo realizzato su questo blog (illustrando il vero lavoro compiuto in due anni di governo e di gestione del Ministero dell'Ambiente) la risposta di Grazia Francescato alle ultime esternazioni del ministro Scajola, si può definire un'Operazione Verità 2.

    Per chi non avesse seguito la questione, ecco qui sotto la lettera di Grazia, pubblicata sul Corriere della sera:

    Egregio Direttore,

    E’ necessario fare alcune precisazioni rispetto a quanto affermato dal ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola nell’intervista al Corriere della Sera di sabato 20 settembre

    Il ministro Scajola sembra dare i numeri quando afferma che il precedente governo ha lasciato 322 centrali idroelettriche ed eoliche in attesa della Via. Infatti, la sua collega, il ministro dell’Ambiente Prestigiacomo, in un’intervista a “Il Giornale” del 1 agosto, ha dichiarato di aver trovato complessivamente ‘159 pratiche pendenti’ presso la Commissione di Valutazione di Impatto Ambientale (Via). E’ utile sapere che all’atto dell’insediamento del ministro Pecoraro Scanio queste erano ben 179, e che solo nell’ultima fase del governo Prodi, ne sono state depositate 112. Quella stessa Commissione, prima di essere liquidata, ha lasciato in eredità ben 71 pareri che attendevano semplicemente l’atto di firma del ministro.

    E’ bene ricordare, inoltre, che quella stessa Commissione Via ha approvato prima delle elezioni del 2008 ben 4 rigassificatori, tra cui proprio quello di Porto Viro a Rovigo, ovviamente mitigandone gli impatti ambientali e nel pieno rispetto delle normative nazionali ed europee.

    Per quanto riguarda il nucleare noi Verdi continuiamo ad essere convinti che si tratti di una grande truffa nei confronti dei cittadini. Basti pensare che per gli obiettivi di Scajola servirebbero dalle 10 alle 12 al costo unitario di 4-6 miliardi di euro.
    I miei più cordiali saluti,

    Grazia Francescato
    Presidente nazionale dei Verdi

    September 04

    SI ACCELLERA LA SPARIZIONE DELLA CALOTTA GHIACCIATA DELLA GROENLANDIA

    Il rischio dei non è certo una legenda metropolitana lanciata da noi e ambientalisti. Purtroppò è una drammatica realtà e sono anni che lo diciamo.
    L’ennesima dimostrazione purtroppo viene dai dati che arrivano sullo scioglimento dei ghiacciai.
    Il rapporto presentato a
    Ginevra dall’Onu e dal World Glacier Monitoring Service (Wgms) parla chiaro:
    studiando le modalità di scioglimento
    del grande e antico ghiacciaio continentale della Laurentide - formatosi nell’ultima era glaciale e che ricopriva gran parte del Canada e del Nord America - i ricercatori dell’Università del Wisconsin hanno riscontrato che una situazione simile potrebbe accadere oggi con la Groelandia.
    Gli studiosi non escludono che in futuro si possa verificare in Groenlandia
    un tasso di perdita dei ghiacci di un metro per secolo e con un innalzamento delle acque degli oceani doppio o triplo rispetto alle stime fatte finora.
    E’ quasi superfluo aggiungere che gli appelli lanciati da noi ambientalisti per mettere in guardia contro i rischi dei cambiamenti climatici
    appaiono ancora più attuali, ma il Governo italiano continua a fare orecchie da mercante nei confronti di questa gravissima emergenza planetaria e sembra non interessarsi affatto dei negoziati per la fase 2 del Protocollo di Kyoto previsti per l’anno prossimo.
    Almeno con il Governo Prodi eravamo daccordo sul diminuire - se pur di poco - le emissioni di Co2 del nostro Paese che adesso ricominciano a crescere senza controllo.
    La campana che suona per i nove orsi polari alla deriva nell’artico rintocca ora anche per noi. Ci vuole un salto di qualità della coscienza collettiva e la ripresa delle strategie di controllo delle emissioni gas serrache con il Governo Berlusconi sono state drammaticamente abbandonate.

    Fate girare questo bel video che ho trovato in rete:

     
        

    September 01

    VIVISEZIONE, ITALIA MAGLIA NERA


    Vivisezione, Italia maglia nera 

    Il nostro paese in controtendenza: gli esperimenti sono passati da 128 nel biennio 2004 - 2005 a 141 nel 2006 - 2007

    Elida Sergi  -  e.sergi@notizieverdi.it

    La vivisezione è ancora praticata in Italia, anzi: gli esperimenti sugli animali sono aumentati nel biennio 2006-2007. Lo rivela la Lav (lega anti vivisezione) sulla base di alcuni dati messi a disposizione dal ministero della Salute dopo una sentenza del Tar che ha stabilito di eliminare il segreto su questo tema. Ce n’è abbastanza per lanciare un vero e proprio grido di allarme: il vertiginoso aumento dei numeri sulla vivisezione nel nostro Paese è infatti in completa controtendenza rispetto allo scenario scientifico europeo, che è rivolto invece alla promozione di metodi sostitutivi all’impiego di animali per gli esperimenti scientifici. Questo nonostante l’impegno scritto in tal senso nel programma del precedente governo Prodi. Per dare consistenza numerica a quanto andiamo affermando basti pensare che le autorizzazioni per i cosiddetti “esperimenti in deroga” (cioé l’impiego di cani, gatti e primati non umani, o l’utilizzo a fini didattici o il non ricorso ad anestesia) sono passate da una media di 128 per il biennio 2004-2005 a 141 per il 2006-2007. Per quanto riguarda l’apertura di nuovi stabilimenti utilizzatori, nel biennio 2006-2007, sono state rilasciate dal ministero della Salute 60 autorizzazioni, di cui nuovi effettivi risultano essere ben 18: una media di circa 9

    "Michela Kuan (Lav): “La ricerca per lo sviluppo di metodi alternativi alla sperimentazione animale sta facendo molti passi in avanti, rendendo l’uso degli animali una pratica sempre più obsoleta ed ingiustificabile"

    l’anno, quasi uno ogni mese e mezzo. Salgono così a 599 in totale gli stabulari in funzione in tutta Italia. Per quanto riguarda gli esperimenti “in deroga” le regioni in cui si praticano maggiormente sono il Lazio (con 81), il Veneto (38) e la Toscana (31). Per quanto riguarda gli stabilimenti in cui la vivisezione viene praticata ad essere in prima linea sono Lombardia, Emilia Romagna e Lazio con un numero di stabilimenti utilizzatori presenti sul territorio regionale compreso tra 61 e i 133. “E’ incredibile che vi sia un aumento del ricorso a test invasivi e dolorosi e una crescita degli impianti autorizzati alla vivisezione; cifre che contraddicono l’andamento lievemente decrescente complessivo del numero degli animali utilizzati negli ultimi dieci anni che arriva comunque alla spaventosa cifra di oltre 900mila l’anno - dichiara Michela Kuan, biologa, responsabile LAV e autrice di dossier di denuncia sull’argomento -. La ricerca per lo sviluppo di metodi alternativi alla sperimentazione animale sta facendo molti passi in avanti e gli sforzi a livello internazionale stanno dando buoni frutti, rendendo l’uso degli animali anche sotto questo aspetto una pratica sempre più obsoleta ed ingiustificabile”. La stessa battaglia che conduce da anni anche il comitato scientifico Equivita, secondo il quale “la sperimentazione animale (o vivisezione) è nata in tempi passati di ingenuo positivismo, in cui si credeva che l’animale fosse un buon modello di laboratorio per l’uomo. Oggi sappiamo che enormi differenze passano tra una specie e l’altra a causa delle complessità di ogni essere vivente, strettamente legato anche al proprio ambiente di vita; sappiamo che la sperimentazione animale deve essere considerata un grave errore metodologico che inquina tutta la ricerca medica”. Vivisezione, Italia maglia nera

    Notizie Verdi Organo ufficiale d'informazione della Federazione dei Verdi " Notizie Verdi"

     

    August 21

    2006 - 2008 DUE ANNI PER L'AMBIENTE

     

    12/08/2008

    Per fare chiarezza

     BLOG


    Abbiamo approfittato di questa estate calda e afosa, per preparare alcune pagine speciali su tutto ciò che è stato realizzato per l'ambiente nel bienno che ha visto partecipare Alfonso Pecoraro Scanio come ministro nel Governo del centrosinistra.
    Questo innanzitutto perchè riteniamo che è quello che un uomo politico dovrebbe sempre fare: dare conto del suo lavoro ai cittadini.

    Poi perchè ci sembra arrivato il momento di fare chiarezza con tutti voi sulla serie di menzogne che gli sono piovute in questi mesi.
    Casualmente, proprio mentre ci accingevamo a concludere il nostro lavoro, ecco arrivare l'ultimo venticello di calunnia:

    Il Giornale, in un articolo di ieri, infatti parla della mancanza di controllo sulla raccolta differenziata nelle stazioni, commettendo due errori.
    Ne parla come se la responsabilità oggi - che il ministro dell'Ambiente è un'altra persona - fosse ancora di Pecoraro Scanio e cita, a testimonianza, un pezzo di post di questo blog, senza dire però che le affermazioni riportate erano riferite ad un altro argomento. Nello specifico, l'allora ministro per l'Ambiente sosteneva che era necessario dirottare i fondi per le inutili opere faroniche (come il ponte sullo stretto di Messina) "a favore delle linee regionali, più vicine alle esigenze dei cittadini, soprattutto coloro che sono costretti a fare i pendolari" e non certo per la raccolta differenziata nelle stazioni.

    Ora è perlomeno strano che un giornalista - che dovrebbe dare le notizie documentandosi - commetta errori così pacchiani. Sembra proprio che si voglia usare la calunnia come strategia per distruggere la reputazione di una persona.
    Le ragioni forse le potremmo trovare proprio nelle pagine sui "Due anni per l'ambiente" che abbiamo preparato. Dentro troverete tante iniziative e tanti soldi investiti per l'Ambiente nel biennio 2006-2008.
    E le risorse per l'Ambiente non dovrebbero smettere mai di crescere. Perchè ogni euro speso è un pezzetto di futuro restituito ai nostri figli.

    Lo Staff del Blog.

    August 03

    CON IL WWF CONTRO GLI INCENDI

    WWF CONTRO GLI INCENDI
     

    Per salvarle è necessario che tutti i 671 Comuni compresi in queste aree abbiano compilato il catasto delle aree bruciate e avviato specifici piani di prevenzione. Sono pochissimi però i Comuni che l’hanno fatto e così i vincoli sui terreni percorsi dal fuoco sono inattivi per buona parte del territorio.    Sproniamoli a farlo, raccogliendo più segnalazioni possibile di incendi passati e presenti: tramite i vostri "Incen-DIARI"


    Notizie Verdi Organo ufficiale d'informazione della Federazione Verdi


     Statistica della distruzione

    Anche quest’anno il Wwf presenta una relazione per calcolare i danni provocati dagli incendi

     'Redazione'

    Se il 2007 si ricorderà come l’annus horribilis per estensione e gravità degli incendi, per il 2008 il Wwf chiede di concentrare tutti gli sforzi affinché passi alla storia come l’anno X per la prevenzione contro la piaga degli incendi. “L’auspicio è quello di uscire finalmente dalla gestione commissariale per imparare a gestire e governare l'ordinario". Ogni anno, spiega il Wwf, “contiamo i danni causati dagli incendi misurando numero di eventi, superficie bruciata, estensione media, ecc, contiamo le vittime umane e i danni diretti ad alcune economie, ma occorre contare anche l’enorme danno a medio e lungo termine sulla biodiversità: gli incendi, soprattutto molte specie animali e indeboliscono gli ecosistemi e la loro capacità di fornire i servizi anche per l’uomo”. Per aiutare la macchina operativa nella lotta contro il fuoco, che lo scorso anno ha mandato in fumo 116.602 ettari di boschi, il 27% dei quali ricadenti in aree protette, il Wwf ha presentato il dossier “Incendiometro 2008” dove si identificano 17 aree più vulnerabili agli incendi estivi e di maggiore pregio naturalistico. Gli ‘hot spots’ sono principalmente concentrati nel centro e sud Italia e vanno dall’Appennino Tosco-emiliano (Alpi Apuane-Garfagnana), alla Maremma Tosco-laziale, dai Monti del Matese ai Monti Lepini-Ausonici-Aurunci, dalle aree boschive della Campania, Calabria e Basilicata (area Cilento, Val d’Agri, Pollino), alle Murge e valli fluviali lucane, nel Marchesato di Crotone fino alla Sicilia e Sardegna con 5 aree a rischio ciascuna. In Sicilia: Monti Peloritani-Stretto di Messina, Monti Iblei-tavolati di Ragusa, Madonie, Monti Sicani-Rocca Busambra-colline di Carini, Capo S.Vito- Lo Zingaro-Monte Inici. In Sardegna: Sulcis-Iglesiente, Sarrabus-Gerrei, Gennargentu- Supramonte-Orosei, Monte Limbara, Costa da S.Teodoro a Portobello di Gallura-Bocche di Bonifacio. Purtroppo la media dei Comuni italiani che hanno redatto il catasto delle aree incendiate è ancora bassissima, circa 1 su 4, ed i vincoli derivanti dalla catalogazione del terreno percorso dal fuoco sono ancora  inattivi per buona parte del territorio, il Wwf ha voluto porre l’attenzione proprio su queste aree più vulnerabili scrivendo ai 671 Comuni che ricadono nei 17 ‘hot spots’ per sollecitare l’applicazione di piani di prevenzione e la redazione dei catasti. E’ qui che occorre la maggiore prevenzione contro il consumo del suolo e altre attività, tra cui la caccia e il pascolo, per non impoverire ulteriormente il nostro patrimonio naturale più prezioso. “Per combattere la piaga degli incendi è necessario fare ricorso a tutte le esperienze migliori - spiega Fulco Pratesi, presidente onorario del Wwf Italia - come sempre accade nei fenomeni complessi sono tante le concause che arrivano a provocare gli oltre 10.000 incendi del 2007, ma forse la più concreta è quella di una attenzione ancora troppo scarsa e poco organica da parte di Regioni ed enti locali a questo fenomeno così grave e devastante per il nostro patrimonio naturale che, ricordiamo, non è purtroppo concentrato solamente durante i mesi estivi ma si estende durante tutto l’anno ed in tutta la Penisola. Le parole d’ordine sono: rispetto delle leggi, non perdere di vista le aree più pregiate e investire in prevenzione facendo tesoro dei buoni modelli già sperimentati”.

    Purtroppo la media dei Comuni italiani che hanno redatto il catasto delle aree incendiate è ancora bassissima, circa 1 su 4, ed i vincoli derivanti dalla catalogazione del terreno percorso dal fuoco sono ancora inattivi per buona parte del territorio

    http://www.verdi.it/download/notizieverdi1092008.pdf

    http://www.verdi.it/apps/news.php?pagina=notizieverdi1092008


    August 01

    UNA PRIMA ISPEZIONE DEL NOE NEL CANILE DI LECCO: INDAGATA LA BRAMBILLA; ORA SI CONTROLLI TUTTO.

     

    Carissimi tutti,

    tre parole questa volta anzichè due. Pagnoncelli, Brambilla, Vittoria!

    Avevamo ragione: le nostre denunce di conflitti d'interessi hanno portato all'estromissione dell'assessore regionale Marco Pagnoncelli dalla Giunta Regionale e a una prima ispezione del NOE nel Canile di Lecco gestito da Michela Vittoria Brambilla.

    Grazie a voi tutti per averci sostenuto in queste due importanti battaglie.

    Buona lettura e soprattutto buone vacanze.

    Canile di Lecco, indagata la Brambilla. Ora si controlli tutto.

    CANILE DI LECCO: INDAGATA MICHELA VITTORIA BRAMBILLA

    “Sono soddisfatta del fatto che qualcuno, i NOE, abbia deciso finalmente di controllare la struttura e la gestione del canile di Lecco”.
    A dichiararlo è Susanna Chiesa, Presidente dell’Associazione FRECCIA45 per la protezione e la difesa animale.
    La Presidente dell’Associazione animalista nata dagli ex volontari del canile di Lecco esprime così ampia soddisfazione in merito alla notizia pubblicata oggi dal settimanale “La Gazzetta di Lecco” secondo cui Michela Vittoria Brambilla, il Sindaco del Comune di Lecco, Dott.ssa Faggi, ed il Responsabile dell’ASL, Dott. Galbiati, sono indagati per scarichi non autorizzati relativamente al Canile municipale.
    Nell’esposto presentato un anno fa negli Uffici del Comune di Lecco, i volontari del canile (poi estromessi dalla Brambilla) avevano sollevato, tra le numerose problematiche, anche la questione scarichi (con produzione di servizio fotografico).
    “Nessuno sembrava preoccuparsi della questione igienica ed addirittura l’ASL certificava un Canile a 5 stelle - prosegue Susanna Chiesa -. Ora mi auguro che si vada a fondo nelle indagini a salvaguardia innanzitutto del benessere degli animali”.
    Il caso era finito anche sui banchi del Consiglio Regionale e del Parlamento grazie alle numerose interrogazioni presentate dal Consigliere dei Verdi Marcello Saponaro e dall’On. Bruno Mellano.

    July 28

    APPENDI ALLA TUA FINESTRA LA BANDIERA DEI DIRITTI UMANI

    Flavio Lotti: “Se la politica è cieca e sorda usiamo i nostri occhi e le nostre orecchie!”. L'appuntamento è alle ore

    Olimpiadi 2008: appendi alla tua finestra la bandiera dei diritti umani.

    Cari amici,

    tra pochi giorni si apriranno a Pechino le Olimpiadi: il più grande evento sportivo planetario che riunirà atleti di tutti i paesi e catalizzerà l’attenzione di centinaia di milioni di persone di tutto il mondo. Per alcuni sarà un grande evento sportivo. Per altri sarà un grande affare. Per l’umanità è un grande momento di unità, una grande occasione d’incontro e di dialogo nel nome antico della pace e della Tregua Olimpica. Purtroppo, dopo roboanti dichiarazioni sui diritti umani e sul Tibet, con grande ipocrisia e cinismo, i governi e le imprese tacciono in nome delle proprie convenienze. Per questo, vi invitiamo a compiere un gesto semplice: appendere alla finestra la bandiera dei diritti umani lasciandola ben visibile per tutta la durata delle olimpiadi fino al 10 dicembre 2008, 60° anniversario della Dichiarazione Universale dei diritti umani. Non permettiamo che prevalgano l’ipocrisia, il cinismo e l’indifferenza. Alziamo la voce contro tutte le guerre e le violazioni dei diritti umani. Compiamo un chiaro gesto di solidarietà con tutti i bambini e le bambine, le donne, gli uomini e i popoli che ancora oggi sono privati dei loro fondamentali diritti. Sostieni la lotta nonviolenta del popolo tibetano. Sostieniamo i difensori dei diritti umani che, in Cina e in tante altre parti del mondo, vengono perseguitati a causa del loro impegno civile. Chiediamo alla Rai e a tutto il mondo dell’informazione di dare voce ai diritti umani e a chi lavora per la loro realizzazione. Chiediamo al governo di rispettare, promuovere e difendere i diritti umani a casa nostra e nel resto del mondo.

    Vi invitiamo ad aderire a questa campagna e a diffondere la proposta a tutti i vostri aderenti.

    La bandiera dei diritti umani può essere richiesta alla Tavola della pace: email segreteria@perlapace.it - www.perlapace.it - Fax 075/5739337 - Tel. 075/5736890.

    Il costo unitario è di 8 euro più spese di spedizione; per ordinativi superiori a 20 bandiere il costo è di 7 euro più spese di spedizione.

    Augurandoci d’incontrare la vostra immediata disponibilità, vi inviamo i più cordiali saluti.
     
    Flavio Lotti Grazia Bellini                           (..importato Dal blog di Federico...klein)
    coordinatori nazionali                                     
    tavola della pace  

    ALLARME NUCLEARE...

    Allarme nucleare
    Dopo il terzo incidente nucleare in 16 giorni, in Francia si parla di un vero e proprio allarme nucleare.
    100 lavoratori sono rimasti contaminati dalla fuga di materiale radioattivo.
    Come negli altri casi,
    le autorità francesi minimizzano ma non convincono le loro spiegazioni.
    Fin dal 1990 - infatti - la Commissione internazionale di radioprotezione (Cipr) ha ammesso che qualsiasi dose di irraggiamento comporta un rischio di cancro e genetico nei confronti delle persone contaminate.
    Nonostante gli allarmi, in Italia il Governo continua a sostenere in maniera assolutamente incosciente che il ritorno al nucleare sarebbe
    non solo possibile, ma addirittura utile.
    Se l'attuale maggioranza proseguirá su questa strada, sará referendum. Ribadisco quindi l'idea di mettere a disposizione il mio blog per creare una rete tra i cittadini e le associazioni che sono contrarie al nucleare e che vorranno impegnarsi nella raccolta firme per un eventuale referendum.
     
    Dal blog di Alfonso Pecoraro Scanio   http://www.pecoraroscanio.it/       
    July 25

    DAL MINISTERO DELLA SALUTE

    La campagna contro il randagismo e i controlli dei Nas sul territorio nazionale

    Nell’ambito della campagna ministeriale per la tutela della salute e del benessere degli animali da affezione fortemente voluta dal Sottosegretario Francesca Martini e avviata il 9 luglio scorso, il Comando dei Carabinieri per la tutela della salute (NAS) ha effettuato su tutto il territorio nazionale ispezioni sulle attività di allevamento, addestramento, ricovero e vendita di cani. La campagna è stata avviata sia per arginare il fenomeno dell’abbandono dei cani, che nel periodo estivo raggiunge punte drammatiche, sia per sensibilizzare la popolazione al rispetto delle norme in materia di tutela degli animali e sia per prevenire tutti quei fenomeni di zoonosi che con le alte temperature e associate alle carenze igienico sanitarie hanno una maggiore incidenza. I controlli dei Nas si riferiscono al periodo 4 -13 luglio 2008 e sono stati effettuati a campione, quindi in modo non omogeneo, su tutto il territorio nazionale, in base a segnalazioni pervenute agli stessi Nas da cittadini, associazioni e da altre fonti dirette e indirette. Si sottolinea quindi che i dati del Rapporto non sono rappresentativi delle situazioni regionali, anche perchè si riferiscono solo ad una prima tranche di interventi. A questa operazione hanno partecipato 300 Carabinieri su tutto il territorio nazionale. Complessivamente nel periodo sopra indicato sono state effettuate 710 ispezioni, nel corso delle quali sono state accertate 270 violazioni (51 penali e 219 amministrative) e sono state segnalate all’autorità giudiziaria 45 persone e all’autorità amministrativa 144. In particolare le ispezioni hanno riguardato 23 attività di dog-sitter, 94 allevamenti, 20 strutture di addestramento, 103 servizi di toilettatura, 114 esercizi di vendita animali, 89 ambulatori privati, 103 canili sanitari e 164 privati. Per 46 delle strutture ispezionate è stata disposta la chiusura e precisamente: 6 canili comunali, 28 canili ricovero privati, 9 allevamenti e 3 locali di toilettatura. Le violazioni amministrative riscontrate sono state prevalentemente di natura igienico-strutturale, quelle penali invece riguardano il maltrattamento, la cattiva custodia e il malgoverno degli animali. Nello specifico sono state accertate violazioni nell’8,69% delle strutture di dog-sitter; nel 31,91% degli allevamenti; nel 5% delle strutture di addestramento; nel 9,7% degli esercizi di toilettatura; nel 14,91% degli esercizi di vendita di animali; nel 5,61% degli ambulatori privati; nel 29,12% dei canili sanitari; nel 35,97% dei canili privati. È stato chiuso il 6,7% delle strutture ispezionate. Redazione www.ministerosalute.it/  

    - 16 luglio 2008

    NEW VERDI: FAME, ALLEVAMENTI SOTTO ACCUSA


    Fame, allevamenti sotto accusa

    Un rapporto internazionale rivela: il “factory farming” tra le cause della crisi alimentare

    Cleto Romantini

    c.romantini@notizieverdi.it

    Tra le cause principali della crisi alimentare che ha colpito il mondo c’è anche il ricorso massiccio agli allevamenti intensivi (o “factory farming”), destinati al consumo alimentare umano del 20% della popolazione mondiale che risiede nei Paesi industrializzati, e che va a incidere considerevolmente sulla scarsità di risorse alimentari per i Paesi più poveri. A rilevarlo è l’associazione internazionale WSPA (Società mondiale per la Protezione degli Animali), che ha realizzato un rapporto, diffuso in Italia dalla Lav, intitolato “Industrial animal agriculture – Part of The poverty Problem” (L’industria dell’allevamento animale – Parte del problema povertà). L’esperto di alimentazione e agricoltura Colin Tudge, che ha scritto la prefazione al rapporto della WSPA ed è autore di “Sfamare le popolazioni è facile” ha spiegato che “la relazione va diritto al cuore della questione, praticamente, moralmente e politicamente, dimostrando che l’allevamento industrializzato di animali influisce negativamente sulla povertà globale in una dozzin di modi diversi”. Il rapporto della WSPA propone di esaminare il problema dalla radice, riconsiderando il sistema economico fin qua dottato, e suggerendo, tra le altre soluzioni al problema della carenza di cibo, la rinuncia o la riduzione del consumo di carne, per garantire che i raccolti mondiali di grano possano alimentare il maggior numero di persone possibile. Il benessere degli animali, quindi, secondo il rapporto, deve essere parte della soluzione del problema della fame e la povertà mondiali. “I grandi del mondo dovrebbero indirizzare chiaramente a una riduzione delle produzioni animali a livello mondiale, liberando ingenti quantità di proteine vegetali impiegabili da subito per contrastare la crisi alimentare mondiale – dichiara il vicepresidente Lav Roberto Bennati – Non sono più sostenibili scelte alimentari che mirano ad incentivare consumi animali, responsabili della distruzione di foreste, dei cambiamenti climatici, dell’inquinamento e anche della diffusione delle malattie, come testimoniato da rapporti della FAO. E’ necessario ridurre o eliminare i consumi di animali e promuovere

    La Lav diffonde in Italia il rapporto Wspa “Industrial animal agriculture – Part of The poverty Problem” (L’industria dell’allevamento animale – Parte del problema povertà). Il benessere degli animali, secondo il rapporto, deve essere parte della soluzione del problema della fame e della povertà mondiali

    modelli di sviluppo capaci di dare cibo a tutti gli abitanti del pianeta in un sistema di efficace e democratica ripartizione delle risorse”. Questi i punti chiave della relazione WSPA: “Ci sono ancora 854 milioni di persone sottoalimentate in tutto il mondo, di cui 820 milioni nei paesi in via di sviluppo, 25 milioni nei paesi in “transizione” e 9 milioni nei paesi industrializzati (dati FAO 2001-2003); la storia ha dimostrato che l’allevamento industriale degli animali ha un effetto devastante sugli allevamenti a conduzione familiare, i piccoli agricoltori e le comunità rurali; la fame e la malnutrizione uccidono più di cinque milioni di bambini ogni anno, e il costo per i paesi in via di sviluppo corrisponde a miliardi di dollari in perdita di produttività; la crescita dei sistemi intensivi di allevamento nei paesi in via di sviluppo minaccia la sostenibilità sia delle popolazioni rurali sia i tradizionali sistemi di produzione alimentare; le grandi aziende di allevamento intensivo di animali tendono alla riduzione dei costi, diminuendo il numero degli addetti, e modificando il patrimonio genetico degli animali; sarebbe più efficace coltivare vegetali commestibili che hanno una buona resa e che possano essere utilizzati direttamente per l’alimentazione umana; il Consiglio Mondiale Alimentare delle Nazioni Unite ha stimato che il trasferimento di una percentuale tra il 10% e il 15% dei cereali ora utilizzato per l’allevamento degli animali sarebbe sufficiente a garantire l’approvvigionamento alimentare per gli attuali livelli della popolazione umana”. Il rapporto integrale, in lingua inglese, è disponibile all’indirizzo http://www.lav.it/uploads/14/4328_WSPA_Poverty_Report_English.pdf.

    http://www.verdi.it/download/notizieverdi1072008.pdf


    Organo ufficiale d'informazione della Federazione dei Verdi

    http://www.verdi.it/apps/news.php?pagina=notizieverdi1072008


    July 18

    SCURO NUCLEARE

    Post del 16/07/2008
    Il governo sta sempre più gettando la maschera. Adesso vuole militarizzare i siti nucleari.
    Ancora una volta l'ossessione relativa all'energia più costosa e più pericolosa del mondo rischia di trasformarsi in un problema di aggressione alla democrazia e di rilancio di una concezione autoritaria.
    Lungi dal pensare ad un confronto serio con i cittadini, l'attuale maggioranza sta convertendo un decreto legge che riapre al nucleare nel nostro Paese. Ignorando tutte le indicazioni della Unione Europea sulla partecipazione democratica, la militarizzazione della questione nucleare vuole scrivere un’altra pagina scura nella storia del nostro Paese. Scura come la stessa energia nucleare che non garantisce sicurezza e mette in pericolo la salute dei cittadini. Come
    già anticipato dobbiamo essere pronti a mobilitarci per un'altra grande battaglia referendaria a favore del solare e contro il ritorno di questa energia obsoleta nel nostro Paese.   www.pecoraroscanio.it/      
    June 16

    COMITATI PARCHI COLOMBO 'ROMA'

    Oggi nel web ho trovato un documento molto dettagliato del Comitato Parchi Colombo: 'Comitato apartitico e spontaneo di liberi cittadini' ROMA. Direi la forza della solidarietà funziona ancora! a avuto inizio nel 93 ma è un fatto che merita di essere ricordato.